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MOMISDRUNK
è un libro con pagine nere. Prendendolo,
sfogliandolo, leggendolo, sulla superficie del testo rimangono
le impronte del lettore. Le dita che lo toccano lo sporcano
e vi lasciano segni.
MOMISDRUNK
è un libro nero assorbente. Pesandolo e soppesandolo
emerge la sua solidità e massa di oggetto-corpo nero,
assorbente tutta la radiazione incidente. Istintivamente fa
paura e attrae.
Simbolo
post-punk, agli inizi degli anni ottanta il nero era considerato
un riflesso di crisi. Vent'anni
dopo è stato riadottato come simbolo d'intensità
e intelligenza, come simbolo di pratica attiva del caos.
Malcom
McLaren, vecchio manager e creatore del gruppo punk Sex
Pistols, ha recentemente affermato che il mondo è
diventato un gigantesco karaoke e bisogna opporsi rivendicando
e sognando di essere individui unici e originali, contro il
totalitarismo democratico spettacolare. Diversamente, Globalgroove
con MOMISDRUNK ha riciclato scorie della comunicazione del
totali-tarismo democratico spettacolare, selezionato, repertoriato,
tagliato, montato, plagiato, frammenti del sistema dei media,per
ricordarci come tutto questo agisca in profondità nella
vita di ciascuno di noi. La filosofia editoriale di Globalgroove
non ha niente a che vedere con l'idea romantica rilanciata
da McLaren di un individuo-soggetto puro che deve contrapporsi
a un corrotto mondo karaoke.
Avere con sé MOMISDRUNK è tenersi stretti a
questo corrotto mondo per sporcarsi la coscienza, facendo
i conti con l'impulso a esse-re conformi. Il conformismo è
il primo, fondamentale e naturale postulato della vita in
società.
In
questo libro nero, pezzo dopo pezzo, pagina dopo pagina, si
trovano le impronte che la nostra società e la nostra
epoca ci lasciano addosso.
Scorrendo questo condensato di orrori si è attratti
dal caos della comunicazione, da quel tutto organizzato volatile
e insta-bile con il quale entriamo in rapporti d'interdipendenza
continui.
MOMISDRUNK
è un libro stampato con caratteri bianchi e facilita
la finzione di pensare che ciò che si guarda e si legge
sulle/tra le pagine appartenga all'esperienza del lettore,
alla sua testa che immagina di leggere i suoi pensieri.
MOMISDRUNK è un meta-libro, con un solido corpo nero
che racchiude frammenti strutturati come un enigmatico kit
da scom-porre.
Sconsigliamo il lavoro di lettura a chi non voglia provare
l'an- goscia conoscitiva dell'incubo del mondo.
Per
chi è stanco dell'euforia di superficie e voglia ricominciare
l'insidioso percorso verso una profonda auto-formazione, consigliamo
caldamente questa personale antologia di frammenti di testi
di vario genere.
Con MOMISDRUNK Globalgroove dimostra che è possibile
inventare nuove forme di rigorosa scrittura impaginata dai
contorni mobili in cui niente si perde e tutto si trasforma.
Al lettore non resta che entrare in gioco e lasciarsi sporcare
la coscienza, per incrementare il circolo virtuoso della lettura
/ esperienza (visionaria).
L'imprinting
della MAMMA UBRIACA lascia il segno.
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Un libro
non è più semplicemente un libro - in senso
gutenberghiano - da quando lo sviluppo dei mezzi informatici
ha portato ad un forte ritorno dell'iconismo nella comunicazione.
Così anche questo oggetto sacro della cultura logocentrica
è divenuto testimone di una impensabile coabitazione
tra testo e immagini.
Il fenomeno
ha però radici contemporanee ed eretiche nella comparsa
della stampa alternativa ed underground alla fine degli anni
sessanta. "Oz", "It", "Pianeta fresco",
"Witte Kraut" e il loro precursore "Oracle"
del 1955 hanno infatti indicato una strada lungo la quale,
come sottolineava Fernanda Pivano, "la rivista non
è più soltanto un pacco di carta che trasferisce
comunicazioni letterarie e politiche ma diventa un oggetto
da guardare, un'immagine da vivere, insomma diventa un viaggio".
Anche MOMISDRUNK
si inserisce in questo percorso eccentrico rispetto allo stereotipo
gutenberghiano del libro a stampa. E al modello di una scrittura
intesa come semplice mezzo di trasmissione concettuale,MOMISDRUNK
oppone invece un insieme di avventure psicoattive raccontate
con immagini e parole che hanno una uguale valenza estetica
e comunicazionale. In questo senso esso appartiene a pieno
titolo alla stampa "underground" o alternativa della
quale adotta anche i meccanismi autonomi e libertari di distribuzione,meccanismi
che gli consentono una totale indipendenza da ogni forma di
esigenza commerciale,di censura o di privatizzazione intellettuale.
Ma MOMISDRUNK è anche un libro d'artista. È
cioè il capostipite di 500 prodotti seriali che rappresentano
la sua ideale prosecuzione, ma nei quali il progenitore non
si identifica completamente non fosse altro perché
è realizzato a colori invece che in bianco e nero.
"L'originale"
è infatti un individuo a sé, unico nella sua
specie ed insostituibile per la sua presenza. Ma a sua volta
questo incunabolo è originato utilizzando in modo massiccio
la pratica del sampling, del cut-and-paste e del collage secondo
una modalità che dal dadaismo in poi ha caratterizzato
buona parte dell'arte moderna e contemporanea. Un libro insomma
concepito e prodotto come un Dj è solito comporre i
suoi brani: mescolando e mixando materiale pre-esistente.
Nicolas Bourriaud chiama questa tendenza "post-produzione"
mutuando il termine dal lavoro dei videomakers. "Nel
generare comportamenti e riusi potenziali" - scrive
il critico francese - "l'arte sfida la cultura passiva,
composta di merce e di consumatori". Quale migliore
mezzo dunque per criticare ed analizzare proprio quella cultura
del consumo che trova fondamento nel mondo della comunicazione
e della pubblicità?
MOMISDRUNK
è allora anche un'opera di agnizione e abreazione dei
condizionamenti mass-mediali a cui l'individuo post-moderno
è continuamente sottoposto. Tuffandosi nell'universo
delle immagini e degli slogan che come virus influenzano inconsapevolmente
gli strati più profondi della psiche, il libro fa riemergere
il lettore-spettatore nel luogo incontaminato della propria
formazione. Alla fine di una lettura tanto coinvolgente da
provocare le vertigini, si arriva stremati all'ultimo capitolo
e si scopre di essere di nuovo a capo. Si ritorna a casa,
salvi ma soli davanti a sé stessi, carichi di quella
responsabilità che ci rende oggi come ieri inevitabilmente
condannati a scegliere.
"Conviene
prepararsi. Ormai ci siamo. Ciao-Ciao".
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Il percorso
della mostra si snoda lungo stanze e corridoi ed è
costruito da una serie di riproduzioni e sequenze di figure
che sono parte del libro stesso. Attraversiamo immagini variamente
combinate e realizzate con le più diverse tecniche
(fotocopie in bianco e nero e a colori, collages, proiezioni
video, testo dipinto etc.)come in un possibile viaggio tra
le pagine di un libro "esploso".
Momisdrunk
nel divenire percorso di una mostra segna e definisce uno
specifico movimento,un determinato tempo ed un particolare
spazio.Momisdrunk
nel divenire libro produce uno slittamento dove il tempo si
distacca da un tempo reale,il movimento si condensa in un
nuovo ritmo,lo spazio si cristallizza e prende forma in un
oggetto.
Momisdrunk
si misura totalmente con la contemporaneità e al tempo
stesso la comprende, un libro che invita ad un contatto crudo
e divertito con le "strane" cose di questo mondo.
Momisdrunk
è una buona oppurtunità per muoverci dalle nostre
solite abitudini, è uno slittamento percettivo dei
nostri sensi, è anche una nuova esperienza fisica.
L'unico modo per "leggere" Momisdrunk è di
non sottrarsi al flusso.
Questa "costruzione
allucinata della realtà" è frutto di un
lungo lavoro di registrazione e selezione di materiale estrapolato
da quell'universo mediatico che oramai costituisce gran parte
del nostro ambiente quotidiano. Globalgroove si pone trasversalmente
ad esso e grazie ad un deliberato gesto di riappropriazione
e ad un atteggiamento di fredda osservazione, riconquista
una propria autonomia critica e creativa. Globalgroove sceglie
un'immersione totale in tutto l'universo della comunicazione
per assorbirne tutti i dati e trasportarli con incredibile
leggerezza ed ironia in uno spazio distante e raggelato.
La comunicazione
sociale e interpersonale che passa attraverso i media ci condiziona
e ci influenza fortemente fino a modificare e plasmare i nostri
atteggiamenti e le nostre inclinazioni. La ricerca dell'identità
è sempre più confusa e complessa.
È
necessario un forte "gesto interiore" per non subire
passiva- mente la propria presenza al mondo: opporsi all'omologazione.
Il gesto è volontà d'azione, è il desiderio
di essere coscienti fino in fondo e a qualsiasi costo.
In Globalgroove tutto ciò appare scontato, e la necessità
di essere attivi e protagonisti della propria vita origina
la ricerca di un nuovo linguaggio fatto di un insieme di tecniche
di rielaborazione che finalmente liberano un diverso livello
di percezione: è l'inizio del superamento dell'ovvio,
degli stereo-tipi, dei luoghi comuni.
Globalgroove
oltrepassa inutili elementi di giudizio e non scade in patetici
moralismi perché è comunque e sempre troppo
intento all'invenzione di un grande gioco per vivere e resistere.
Globalgroove è un mondo siderale.
Globalgroove
è sentimento senza emozioni e incanto.
Globalgroove
è una colonna sonora in continuo movimento.
Con una
buona dose di sereno distacco e oggettiva osservazione possiamo
finalmente permetterci di "vedere" cosa siamo o
cosa potremmo essere.
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Ciao
tesoro sono mamma. Sei lì? Apri bene le orecchie perché
ho un messaggio da darti. Le idee impopolari sono ridotte
al silenzio senza bisogno di un divieto ufficiale. Il consumismo
e la disuguaglianza sociale sono valori naturali e positivi.
Turboliberismo e tirannia tecnologica sono al potere. Sei
ancora lì? Sei sintonizzato? Nessuna preghiera, nessun
perdono, nessuna espiazione, potranno sanare la nostra natura
corrotta e impedire di completare il giro previsto. Conviene
prepararsi. Ormai ci siamo. Per ulteriori informazioni puoi
telefonare al numero servizio qualità. Ciaociao.
È
la voce ubriaca della mamma di Globalgroove alla segreteria
telefonica che parla. Una conversazione ironica, a dir poco
esilarante, che nulla ha a che spartire con i rassicuranti
consigli della tipica mamma italiana, universalmente riconosciuta
come la chioccia per antonomasia. Ma procediamo con ordine.
Globalgroove è il nome di un network multimediale,
nato da un'idea Michele Androni e Fabio Toffolo, che dal 1996
risponde online al sito www.globalgroove.it, un work in progress
di montaggi, associazioni, corto circuiti e pratica del file
sharing. Ultimamente il raggio d'azione di Globalgroove si
è espanso anche verso la pittura, il collage, la fotografia,
la grafica, il video, la scrittura.
Momisdrunk
(letteralmente Mamma è ubriaca) è la prima produzione
editoriale di questi due artmakers, un libro cut'n'mix di
testo e immagini che spazia dalla saggistica alla pubblicità,
dal delirio psicotico alle divulgazioni scientifiche, dalla
fiction alla poesia confessionale, e che verrà presentato
oggi alle 18,00 presso la libreria Mel Bookstore in Via Nazionale
a Roma, alla presenza di alcuni esperti di arte contemporanea,
quali Teresa Macrì, Ninì Candalino e Giuliana
Stella.
Se il progetto
Globalgroove contamina, manipola e si appropria dei più
svariati codici linguistici all'interno della comunicazione
mediatica, Momisdrunk ne è il figlio legittimo e sincretico,
in cui il nostro ambiente quotidiano visuale torna frullato
al computer attraverso un'operazione di ri-scrittura tra immagini
e generi letterari, autori e tecniche di comunicazione diverse.
Un libro oggetto, dunque, prossimo sia alla tradizione della
fanzine che al libro d'artista vero e proprio, volto a costruire
una visione allucinata della realtà secondo una fenomenologia
dell'orrore nell'orrore, che fa dell'abbandonarsi ad esso
il solo rimedio per evitarlo. Colore predominate il nero,
la discesa verso l'inferno che si compie attraverso gli otto
capitoli di Momisdrunk corrisponde ad un viaggio alla ricerca
della propria identità, continuamente riplasmata dalla
comunicazione sociale e interpersonale, e rielaborato in un
loop narrativo che non trova vie di sbocco, e in cui la voce
di chi parla si perde in un insieme polifonico fatto di campionamenti
al limite tra arte e advertising, tra intrattenimento e politica.
Le forze del bene e del male si confondono in immagini e testi
dentro una metropoli notturna e oscura in cui il piacere è
impossibile da definire; alla perdita delle proprie certezze
corrisponde il flusso della comunicazione pubblicitaria ed
il rifiuto del mondo meccanizzato, mediante un atteggiamento
di critica radicale e di accettazione. Un viaggio circolare
e senza soluzione, quindi, un biglietto da visita apocalittico
che nell'ultimo capitolo non lascia scampo neanche alla tranquillità
di casa propria, dove non rimane altro da fare che affidarsi
alle narrazioni televisive di quel mondo dal quale si vorrebbe
fuggire.
Il percorso
dei Globalgroove prosegue dal 5 novembre presso il Rialto
Santambrogio, con una mostra in cui verranno presentate le
tavole originali del libro.
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Momisdrunk
è un libro e un sito internet realizzato da Globalgroove,
team artistico nato alla fine degli anni novanta dalla collaborazione
fra Michele Andreoni e Fabio Toffolo. Il libro è composto
da testo e immagini derivate dalla manipolazione di generi
letterari e tecniche di comunicazione diverse (pubblicità,
arte, scienza, fiction, poesia). Si tratta di un'operazione
di riscrittura in cui frasi di autori e scrittori vengono
miscelate con altre fonti editoriali per dare vita a un continuo
straniamento dei codici. Le immagini del testo, che si presenta
come un catalogo d'arte ma dall'approccio underground, rivelano
una tecnica semplice ma dall'effetto finale interessante.
Partendo da collages fatti a mano con carta, forbici e colla,
si passa a un secondo trattamento in cui le immagini vengono
scansionate e elaborate con Photoshop. Ciò che quindi
sembra frutto unicamente di elaborazioni al computer, si basa
in gran parte su un'attività manuale e "sporca",
su un'idea che anche il codice letterario può essere
"smanettato" come quello digitale. Allo stesso modo,
anche nel sito internet del progetto i montaggi sono frutto
di un lavoro che mette insieme diverse tecniche di lavorazione
delle immagini e del suono. L'idea è quella di sfruttare
con occhio i programmi che qualcun altro ha progettato per
dare vita a nuove combinazioni e ri-combinazioni di immagini.
Immagini già filtrate dall'industria culturale, ma
sempre riutilizzabili partendo dall'idea che tutta la produzione
di cultura è spesso riciclo.
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Adbusters
lo ripete da quasi quindici anni: il nostro ambiente mentale
è inquinato, ammalato di media e di pubblicità,
plasmato sin dall'infanzia da un'informazione pervasiva che
ne riscrive il codice genetico. Se questo è vero, le
parole di verità che mamma ci lascia in segreteria
non possono che essere generate da una molesta ubriachezza.
Recuperando il culture jamming con tutto il suo pedegree (che
include, ricordiamo, il collage dada e il detournemént
situazionista), il network Globalgroove ha sviluppato il work
in progress Momisdrunk, un complesso progetto partito nel
1997 ed approdato oggi ad una mostra (curata da Giuliana Stella)
che occuperà gli spazi di Rialtosantambrogio (Roma)
dal 5 al 15 novembre. Nato come libro-collage in copia unica
che mixa immagini e testi della provenienza più varia,
Momisdrunk è diventato nel tempo sito web, pubblicazione
a stampa in 500 copie numerate, installazione. Quest'ultima,
inaugurata presso gli spazi del Rialto Santambrogio di Roma
il 5 novembre, prevede una totale riscrittura del progetto,ripensato
per trasformarsi in vari ambienti ed esplodere nello spazio,
mentre il sito web (come la recente pubblicazione a stampa)è
strutturato in otto capitoli: un viaggio nell'inferno del
contemporaneo come appare attraverso il filtro dei media (e
come i media ci inducono a viverlo).
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