apro quindi la serie degli ok. sterilizzo l’aria che ci separa. smembro ogni sistema. faccio un ingresso solenne della direzione di tutti i me stesso. chiudo. apro. sputo. se c’è un sistema nella mancanza di sistemi io non lo applico e questo significa che mento. mento quando lo applico. mento quando non lo applico. mento quando scrivo che mento perché non mento. perché ho vissuto troppi anni nello specchio di mia madre. perché il mio io non è mai stato il mio io. ognuno può impostare le coordinate della macchina come meglio crede, tanto è inutile: tutti i punti di vista e tutti i giochi delle parti si stratificano in un amalgama di coiti asciutti, la mente è alterata, i circuiti sconnessi. mettete quindi la lastra fotografica del vostro viso nel bagno acido e attendete fiduciosi. tutti i traumi e le rimozioni che l’hanno resa sensibile diventeranno visibili e vi meraviglieranno. vi scoprirete finalmente pazzi. finalmente non più soli. finalmente perduti in una qualche luce interiore.